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Associazione Fabio Sormanni

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Remedial education center, Jabalia - Striscia di Gaza

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L'Associazione Fabio Sormanni, in collaborazione con "Salaam, ragazzi dell'olivo", sostiene la realizzazione della scuola primaria speciale a Jabalia, Palestina

Creazione di una scuola primaria speciale del Remedial Education Center

(R.E.C.) a Jabalia-Gaza (Palestina)

L’idea della creazione della scuola nasce da …

Sulla base del continuo lavoro del centro con i bambini nelle scuole governative e la sua profonda esperienza acquisita in questo campo, i problemi maggiormente riscontrati negli scolari possono essere identificati come segue:

1. Rendimento scolastico generale deficitario;

2. Rendimento deficitario in specifiche materie quali la lingua araba e matematica;

3.                   Differenti livelli di apprendimento tra i bambini:

4.                   Mancanza di desiderio nell’andare a scuola da parte dei bambini;

5.                   Problemi di comprensione quali:

"Difficoltà di concentrazione, dimenticanza, difficoltà di analisi, difficoltà nell’interpretazione logica, incapacità di prendere decisioni";

6.                   Solitudine, chiusura in se stessi e stati depressivi;

7.                   Comportamenti aggressivi;

8.                   Basso livello di autostima;

9.                   Paura;

10.               Problemi psicosomatici.

 

Partendo dalla nostra esperienza in questo campo, noi pensiamo che tali problemi abbiano diverse ragioni, una delle quali è collegata alla scuola. Le ragioni collegate alla scuola possono essere riassunte come segue:

1.                   Assenza di metodi e strumenti di relazione con i bambini che siano basati sul principio delle differenze individuali;

2.                   Difficoltà dei bambini a comprendere le materie scolastiche a causa dell’assenza di programmi ed attività adeguati;

3.                   Carenza degli insegnanti della necessaria esperienza nell’affrontare i differenti livelli dei bambini;

4.                   Un ambiente scolastico poco favorevole all’insegnamento;

5.                   La non conoscenza dei bisogni degli scolari;

6.                   L’affollamento delle classi;

7.                   La svogliatezza dei bambini come risultato del programma scolastico che è basato su una routine giornaliera;

8.                   L’assenza di programmi scolastici che contribuiscano ad attivare il ruolo familiare nel seguire i bambini;

9.                   Il difficile stato economico della famiglia che riduce la sua capacità di seguire l’educazione dei bambini.

La presenza di tali ragioni porterà alla permanenza dei problemi dei bambini, se ciò avverrà, questo costituirà un grande ostacolo nella costruzione di una generazione che sia capace di costruire una sociale civile e democratica.

Partendo da questo punto, si è creata l’idea di costruire un modello di scuola primaria che contribuisca alla creazione della società desiderata.

Obiettivo generale

Creare una personalità equilibrata che sia capace di adattarsi e di essere effettivamente partecipe della società.

Basandosi sulla sua metodologia di lavoro, il REC ha fortemente creduto alla possibilità di aprire una nuova scuola per bambini, con un progetto nuovo, con lo scopo di insegnare ai bambini una partecipazione positiva nella comunità locale e internazionale. Il REC si augura che questa scuola possa rappresentare un esempio positivo per altre scuole, enfatizzando la cultura della tolleranza, uguaglianza e amore, anziché discriminazione, vendetta, e violenza che sono state causa della sofferenza del popolo palestinese, dovute alle difficili circostanze in cui ha vissuto.

Le attività e la metodologia usate dalla scuola.

La metodologia che sarà utilizzata per implementare le attività con i bambini sarà basata su:

" Ogni persona in ogni luogo ha nella sua natura umana capacità positive e cerca di amare, di donare e di vivere in pace; l’ambiente con tutti i suoi elementi è responsabile dello sviluppo di tutto questo. Se l’ambiente sviluppa una persona all’opposto, il metodo di intervento per aiutare tale persona dovrà essere basato sulle sue capacità positive".

Perciò, tale metodologia verrà applicata nelle attività usate con i bambini all’interno della scuola proposta. Alcune di tali attività di base sono:

1.                   Insegnare ai bambini a leggere, scrivere ed acquisire capacità matematiche, in aggiunta ad alcune altre materie;

2.                   Insegnare ai bambini alcuni concetti sociali relativi alle leggi, ai diritti umani e alla vita della comunità;

3.                   Sviluppare le capacità dei bambini collegate al processo di apprendimento, quali l’abilità di ricordare, capire, applicare e analizzare;

4.                   Sviluppare le capacità di auto-espressione dei bambini, incoraggiando lo spirito di cooperazione e la critica costruttiva;

5.                   Il positivo sviluppo psicologico della propria personalità;

6.                   Incoraggiare i bambini a sentire di aver avuto successo a dispetto delle loro capacità e possibilità limitate.

Il metodo che sarà utilizzato per implementare tali attività è:

insegnare tutte le materie in un’unica materia interdisciplinare. Tale metodo è considerato nuovo per l’insegnamento. La messa in atto di tale metodo si baserà sui seguenti punti:

1.                   Utilizzazione di attrezzature visive e tattili;

2.                   Organizzazione di visite e viaggi all’estero;

3.                   Realizzazione di varie piacevoli attività extrascolastiche con i bambini;

4.                   Organizzazione di feste e occasioni sociali da parte degli stessi bambini;

5.                   Utilizzazione di un programma nutrizionale giornaliero che diventi parte integrante del processo di insegnamento;

6.                   Partecipazione dei bambini a campi estivi locali e all’estero;

7.                   Effettiva partecipazione delle famiglie nel modo di seguire i loro bambini, usando la stessa metodologia del centro;

8.                   Inserimento di solo 18 bambini/e (classi miste) per ogni classe, 3 dei quali sono portatori di handicap, con la supervisione di 2 insegnanti;

9.                   Creazione di un nuovo piacevole ambiente scolastico per i bambini;

10.               Integrazione di bambini portatori di handicap con i bambini normali;

11.               utilizzo del laboratorio di valutazione e di insegnamento per selezionare insegnanti qualificati e fornire loro una formazione appropriata.

 

 

BISOGNI

EURO

 

 

1.                   Predisposizione di un’aula con mobili e attrezzature.

Ogni classe contiene: banchi, sedie, armadio, soppalco biblioteca, computer, proiettore, tende.

12.600

·  Aula multiuso

Contiene: moquette, sedie, armadio, strumenti musicali, attrezzi sportivi, tende.

4.200

·  Ufficio amministrazione con mobili e attrezzature.

Contiene: computer, stampante, scrivania e sedie da ufficio, armadio, telefono, tende

3.000

·  Ufficio segreteria con mobili e attrezzature.

Contiene: computer, stampante, scrivania e sedie da ufficio, moquette, armadio, fotocopiatrice, scanner, telefono, tende

5.200

·  Attrezzature per cucina.

Contiene: frigorifero, pentole, attrezzi da cucina.

1.500

·  Aula computer.

Contiene: 19 computer con 2 stampanti, banchi e sedie, condizionatore

15.000

·  Disegni sui muri della scuola (17 pitture).

1.700

·  Sala riunioni.

Contiene: tavoli, sedie, proiettore, TV, computer, DVD, armadio, tende

4.300

·  N. 2 microbus per il trasporto dei bambini.

34.000

TOTALE

81.500

·  Personale.

A.                 5 insegnanti

B.                 1 Addetto alle pulizie

C.                 1 guardiano

D.                 1 Direttore amministrativo e professionale

E.                  1 Segretaria

F.                  1 Cuoco/a

Costo/mese

2.250

200

200

700

300

200

Costo per mese – Tot.

3.850

 

Jabalia-Gaza, dicembre 2005

ASSOCIAZIONE PALESTINESE REMEDIAL EDUCATION CENTER, R.E.C.

Informazioni generali sulla Striscia di Gaza

La Striscia di Gaza è la parte della Palestina che si affaccia sul mar Mediterraneo. Lunga 40 km, confina a sud con l’Egitto, a est e nord con Israele. La superficie totale è di circa 365 kmq .

Occupata da Israele nel 1967, vi si sono insediati i coloni israeliani.

Nell’agosto del 2005 l’esercito e i coloni hanno lasciato la Striscia. Israele mantiene ancora il controllo militare sullo spazio aereo e sulle acque territoriali di Gaza e ha diritto di attraversamento dei confini in qualsiasi momento.

La popolazione è di circa 1.3 milioni , il 51% sono bambini (0-14).

I profughi palestinesi che sono circa i due terzi della popolazione totale furono costretti ad abbandonare la loro terra (ora Israele) nel 1948. La maggioranza di loro vive nei campi della Striscia, che da sud a nord sono: Rafah, Kanuness, Dear-Al balah, Al magazee, Al Nosairat, Albrage, i campi di Beach e di Jabalia.

Il campo di Jabalia è uno dei più grandi con una popolazione di circa 100.000 persone.

Le condizione di vita della gente del campo, come per tutta la popolazione della Striscia, dipendono dalla possibilità di lavorare in Israele. Dall’inizio dell’Intifada (28/09/2000) e in conseguenza alla politica di chiusura dei territori attuata da Israele, la disoccupazione ha raggiunto la percentuale dell’81%, contro il 29.9% precedente. Le condizioni economiche dei palestinesi sono molto difficili dal momento che la percentuale di famiglie che vive al di sotto della soglia di povertà è del 60%.

 

Remedial Education Centre

Il Remedial Education Centre è un’Associazione non governativa, a carattere umanitario e senza finalita’ di lucro. E’ stata fondata nel 1993, il suo scopo principale è l’attività educativa con i bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni ed il coinvolgimento degli adulti che di loro si occupano. L’attivita’ è basata sui seguenti programmi:

§                     Attivita’ educative di recupero scolastico

§                     Attivita’ terapeutiche e di orientamento

§                     Attività ricreative

§                     Formazione e educazione collettiva

§                     Supporto alle famiglie

§                     Attivita’ educative speciali

§                     Studio e ricerca.

Il R.E.C offre annualmente i propri servizi a più di 350 bambini registrati presso l’associazione e a 5.000 bambini che frequentano le scuole elementari governative.

Ha quattro sedi, tre a Jabalia, la quarta a Rafah, a sud della Striscia di Gaza.

L’associazione si avvale di 45 operatori professionalmente qualificati: tutti lavorano con uno stipendio limitato. dal momento che i fondi dell’associazione sono costituiti da auto-finanziamento (tasse scolastiche dei bambini) e contributi di associazioni italiane (Salaam Ragazzi dell’Olivo- Comitato di Milano, Istituti Scolastici, Regione Emilia-Romagna, Associazione Papa Giovanni, ARCI, ANBA.S, Associazione Bambini di Jabalia, oltre ad alcuni Comuni italiani).

La supervisione del R.E.C è affidata ad un comitato amministrativo di sette membri, eletto da una commissione pubblica formata da 26 membri, esperti di scienze sociali, educative ed amministrative che credono allo sviluppo della comunità.

 

Scopi e obiettivi del Remedial Education Center

L’Associazione crede alla necessità di contribuire allo sviluppo della comunità palestinese in senso civile e democratico ed è consapevole che il raggiungimento di tale obiettivo richiede un grande sforzo da parte di tutti i palestinesi sia prima che dopo la fine dell’occupazione, tenendo presente che i beneficiari della democrazia saranno i palestinesi stessi. Questo favorirà le relazioni tra le persone, aumenterà la loro attiva partecipazione nella costruzione di una nuova società.

Per questo il difficoltoso lavoro educativo con la comunità palestinese in generale, e con i bambini in particolare (che costituiscono il 51% della popolazione) è considerato fondamentale e molto importante per la realizzazione della democrazia e la costruzione della società civile.

L’Associazione, quindi, si è data come obiettivo principale quello di lavorare per migliorare e sviluppare il rendimento quotidiano dei bambini e degli adulti che vivono attorno loro.

 

Gli scopi e gli obiettivi dell’Associazione nella realtà della Striscia di Gaza

L’Associazione crede che sia difficile cambiare in positivo il comportamento delle persone, in modo che questo renda possibile l’aumento delle opportunità di realizzazione di una comunità civile e democratica. Al tempo stesso l’Associazione pensa che con la determinazione, la volontà e impegno dei palestinesi sarebbe possibile realizzare questo cambiamento, mediante un lavoro autonomo e partecipato e con la continua e sistematica applicazione di metodi educativi e sociali scientificamente fondati, a cominciare da un’accurata diagnosi delle priorità e dei problemi reali che determinano speranze e ambizioni che a loro volta portano ad uno sviluppo sostenibile della comunità. L’Associazione si è resa conto che la comunità palestinese non è stata capace di definire un programma che potesse fungere da guida e metodo di lavoro nel processo di sviluppo della comunità. Diverse le cause di questo, tra cui:

1.                   L’esistenza dell’occupazione e la sua politica legate all’aumento della violenza portano alla distruzione del tessuto socio-economico della società palestinese (situazione per altro funzionale agli obiettivi di Israele), e generano all’interno della società palestinese la formazione di differenti punti di vista sulla metodologia di risposta all’occupazione medesima . Queste diversità hanno dato origine a una varietà di differenti opinioni sulle priorità da affrontare e sull’utilizzo dei metodi

La politica israeliana di distruzione dei terreni agricoli, la chiusura delle aree palestinesi ai lavoratori ha portato ad un aumento della disoccupazione e della povertà che ha raggiunto il 60%. Ne consegue che la sofferenza psico-sociale del popolo palestinese è drammaticamente cresciuta e con essa altre difficoltà correlate, ad esempio l’impossibilità da parte degli adulti di assolvere al ruolo che viene loro richiesto nella crescita dei propri figli.

Questo quadro generale pone come grosso obiettivo l’eliminazione dell’occupazione. Ci sono due posizioni su come affrontare il problema dell’occupazione israeliana: una crede all’azione militare e l’altra all’azione politica. Altri ancora considerano la povertà il problema principale e quindi pongono l’accento sulla necessità di interventi economici urgenti in grado di aumentare la capacità di resistere e affrontare l’occupazione israeliana. Un terza posizione sottolinea la non volontà degli adulti di far fronte al loro ruolo a causa dello stato di povertà dovuto all’occupazione e alle sue politiche. Quest’ultima posizione pone l’accento soprattutto nel proporre diversi servizi che possano rispondere al problema, tra cui il sostegno economico, con lo scopo di sviluppare l’essere umano, la mente e il pensiero, così da garantire una continua resistenza all’occupazione in modi e con strumenti diversi, che garantiscano l’esistenza e permettano lo sviluppo della società.

2. La comunità araba e quella palestinese, di cui quest’ultima fa parte, hanno un atteggiamento contraddittorio per quanto riguarda presente e futuro. La comunità palestinese sta vivendo una lotta tra la vecchia cultura araba e la nuova cultura internazionale. Come risultato è incapace di individuare la cultura adatta per il proprio futuro, a volte sceglie la vecchia cultura araba, altre volte la cultura internazionale dei nostri giorni. Questa ambiguità non aiuta la comunità ad avere le idee chiare.

Legata alle proprie radici, manca di creatività nelle iniziative o, in alternativa, ha ambizioni di progresso e modernità. Sembra fortemente legata al resto del mondo, ma in realtà è marginalizzata; è aperta e capace di cambiamenti, oppure chiusa e rigida, alternativamente ottimista o pessimista: la comunità palestinese è incapace di individuare propri valori etici e morali che dovrebbero fungere da base nella crescita delle nuove generazioni. In altre parole, la comunità araba e quella palestinese sono un insieme di contraddizioni. Queste contraddizioni derivano da diversi fattori che non sono al momento oggetto della nostra analisi. Quello che interessa analizzare in questo contesto è che queste contraddizioni non aiutano a definire in modo chiaro quali sono i problemi e le ambizioni principali che la società nutre in relazione a un processo di sviluppo globale.

Questa difficile strutturazione della società palestinese che è il risultato dell’impatto dell’occupazione da un lato e dei problemi da questa derivanti dall’altro, porta a una visione poco nitida della situazione nella quale si troveranno a vivere in futuro i nostri bambini. Abbiamo notato, inoltre, che non c’è coesione tra l’educazione informale offerta dalle organizzazioni politiche e l’educazione formale di scuole, università e istituti. E così i genitori, collocati tra diversi metodi educativi, sono incapaci di influenzare positivamente i bambini. Diverse famiglie crescono i propri figli in modo negativo e cioè:

1.                              I genitori usano modi violenti anziché comportamenti basati sul reciproco rispetto

2.                              I bambini non vengono incoraggiati nel perseguire i loro obiettivi e inoltre vengono sgridati in caso di fallimento; ciò genera frustrazione, scarsa autostima e sfiducia nelle relazioni con gli altri.

3.                              Ignorando le differenze individuali tra i bambini, i genitori si aspettano che i loro figli si comportino come gli altri indipendentemente dalle loro capacità. Ciò genera frustrazioni, scarsa autostima e sfiducia verso gli altri.

4.                              Ai figli non viene lasciata libertà e indipendenza nel prendere decisioni nelle scelte il loro futuro come scegliere l’indirizzo universitario, il marito o la moglie. Questo dipende dalla natura della società palestinese che è uguale a quella delle altre comunità arabe. Può essere descritta come una società maschilista. In molti casi i padri percepiscono di non esercitare la loro autorità perché incapaci di provvedere ai bisogni delle loro famiglie. Per compensare questa incapacità interferiscono negli affari dei figli per sottolineare il loro potere e la loro autorità.

5.                              A nonni e parenti è permesso interferire nell’educazione dei bambini. I bambini sono disorientati perché esposti a diversi metodi educativi e non sono più capaci di capire che cosa è giusto o sbagliato.

6.                              I genitori usano la religione nell’educazione dei figli in quanto la religione ha regole precise sui comportamenti (giusto/sbagliato) e permette l’intervento di persone esterne. Questo può portare ad un unico modo di pensare, cioè solo " giusto" o solo "sbagliato", senza permettere uno sviluppo del pensiero individuale che evolve in diversi modelli di comportamento.

 

I problemi dei bambini palestinesi nel contesto della realtà della Striscia di Gaza

Le condizioni di vita dei bambini, le conseguenze negative derivanti dalla realtà circostante, i metodologie educative spesso negative e le contraddizioni tra educazione formale e informale, causano ai bambini molti problemi tra cui:

1. Disturbi del sonno:

§                     lo svegliarsi diverse volte durante la notte

§                     incubi

§                     difficoltà ad addormentarsi

§                     rifiuto di andare a dormire

§                     rifiuto di dormire in camere separate

§                     modifica delle abitudini del sonno

2. Problemi di comprensione e concentrazione:

§                     difficoltà di concentrazione

§                     dimenticanza

§                     arretramento educativo

§                     difficoltà di concentramento e rielaborazione

§                     difficoltà nella comprensione logica

§                     incertezza

3. Comportamenti dovuti a solitudine e depressione:

§                     incapacità di giocare e interagire con gli altri

§                     nessun desiderio di partecipazione alle attività scolastiche

§                     difficoltà a descriversi

§                     senso di colpa

§                     sentimento di frustrazione e incapacità

§                     sentimento di tristezza e depressione

§                     mancanza di stimoli nell’agire

§                     frequenti pensieri di morte

4. Comportamenti aggressivi:

§                     picchiare gli altri

§                     insultare

§                     ipertensione

§                     desiderio di vendetta

- fumo e uso di alcolici

5. Scarsa autostima e fiducia negli altri:

§                     sentimento di incapacità a svolgere un buon lavoro

§                     sentimento di incapacità della famiglia ad assicurare sicurezza

6. Enuresi

7. Alcuni bambini soffrono di alcune forme di disturbi psicosomatici:

§                     mal di testa

§                     male al petto

§                     difficoltà di respirazione

§                     dolori addominali

§                     dolori muscolari

§                     perdita di appetito

§                     andare spesso in bagno

 

Programmi e Servizi di supporto forniti dall’Associazione

1.                   Programmi di recupero scolastico

Il programma si prefigge di migliorare il livello scolastico dei bambini con difficoltà di apprendimento. In questo programma la priorità è posta sull’insegnamento dell’arabo e della matematica dopo l’individuazione dei punti deboli risultanti dai test specifici. Vengono, inoltre, insegnati sia l’inglese che i diritti umani, quest’ultimi con l’utilizzo di strumenti diretti ed indiretti.

2.                   Programma di terapia e di consulenza

Il programma ha lo scopo di correggere comportamenti sociali ed individuali e comprende le seguenti attività:

§                     valutazione complessiva (mentale, psicologica, sociale, medica) per ciascun bambino per poter diagnosticare e definire un piano ad hoc. Questo piano viene definito dall’Unità di Valutazione e Follow-up istituita nel 2000 che è la prima di questo tipo nella Striscia di Gaza (progetto nato in collaborazione con il Comitato di Milano di Salaam Ragazzi dell’Olivo).

L’Unità di Valutazione e Follow-up organizza :

- sessioni di terapia individuali

§                                 sessioni di terapia di gruppo

§                                 sessioni di terapia familiare

§                                 sessioni di supporto collettivo

§                                 visite sia a domicilio che in ambiente scolastico

3. Attività extra-scolastiche

Il programma intende sviluppare e rafforzare le capacità e le attitudini dei bambini e comprende le seguenti attività:

- Campi estivi in Palestina e all’estero con la partecipazione delle mamme, dei volontari locali ed internazionali

§                     Utilizzo della biblioteca

§                     Sviluppo delle attitudini personali (canto, danza, recitazione, ecc.)

§                     Sport

§                     Lavori manuali

§                     Formazione di comitati di bambini e gruppi eterogenei

§                     Coinvolgimento collettivo dei bambini e degli adulti, per aiutarli ad esprimere la loro difficoltà e a ridurre lo stress. Con queste attività sia i bambini che gli adulti possono esprimere i loro desideri e le loro speranze.

§                     Utilizzo di attività diverse all’interno del progetto "play bus" - coinvolgendo bambini delle scuole governative e non nell’area a nord di Gaza per cercare di ridurre lo stress psicologico e migliorare il livello delle capacità.

§                     Programmare e organizzare nuove attività in funzione dello sviluppo del programma

4. Programma culturale e di formazione

Questo programma mira ad aumentare il livello conoscitivo della comunità e comprende le seguenti attività:

- organizzare incontri e convegni con le famiglie e le comunità locali

§                     corsi di formazione e aggiornamento del personale dell’Associazione sia in Palestina che all’estero

§                     corsi di formazione e aggiornamento per gli studenti universitari

 

5. Programma di studio e ricerca

Il programma ha come obiettivo la creazione di un data base con tutte le informazioni utili allo sviluppo del lavoro nel Centro che finora ha raggiunto i seguenti risultati:

§                     Individuazione dei bambini con problemi di apprendimento lento. Tale individuazione avviene quando i bambini frequentano ancora le scuole elementari dell’UNRWA, nei campi di Jabalia e Beach.

§                     Studio dei livelli di auto-stima dei bambini e la relazione di questi con la difficoltà di apprendimento

§                     Studio per determinare il grado di consapevolezza dei bambini ( iscritti al Centro ) riguardo ai loro diritti

§                     Studio per determinare il livello di consapevolezza delle mamme relativamente ai diritti dei loro bambini

§                     Costruire una metodologia per conoscere le abitudini di vita dei bambini in relazione ai propri diritti. Questa metodologia dovrebbe rivolgersi ai bambini fino all’età di 14 anni.

§                     Studiare l’eventuale modifica di comportamento dei bambini ( che abitualmente vivono a Jabalia ) a seguito di cambiamenti ambientali per campi estivi svolti in Italia.

6. Programma di supporto alle famiglie

Il programma ha lo scopo di rafforzare l’economia delle famiglie in modo da ridurre la distanza tra adulti e bambini. Attraverso questo programma il Centro supporta le famiglie disagiate e non abitualmente assistite, che non sono in grado di sopperire ai bisogni primari dei propri figli. Il soddisfacimento di questi bisogni è necessario per il buon sviluppo del bambino e il suo miglioramento psico-sociale.

Il programma offre due tipi di assistenza:

1.                   Assistenza diretta non economica - consiste nel fornire abiti (in modo particolare le divise scolastiche), cancelleria e pacchi di generi alimentari di prima necessità, ecc.

2.                   Assistenza finanziaria diretta - Questa attività fornisce assistenza economica con un sistema di affido a distanza, che permette a molti bambini di iscriversi al Centro e di beneficiare dei relativi servizi.

L’affido a distanza è effettuato in stretta collaborazione con Salaam Ragazzi dell’Olivo e l’Associazione Bambini di Jabalia.

7. Programma scolastico speciale

Il programma si prefigge di favorire l’integrazione tra bambini senza problemi e bambini diversamente abili. Obiettivi sono:

- Insegnamento delle norme igieniche

§                     Insegnamento delle regole di comportamento sociale

§                     Insegnamento di alcune materie quali la lingua araba e matematica

§                     Insegnamento alle famiglie dei bambini diversamente abili metodologie per meglio seguire i figli a casa

§                     Pratica di diverse attività con tutti i bambini e le loro famiglie (bambini normali e bambini diversamente abili)

 

Alcuni esempi di intervento tecnico utilizzati dal Centro

Il Centro crede nella necessità che i bisogni dei bambini siano soddisfatti, in modo da aiutarli a superare i problemi ed ottenere così positivi cambiamenti di comportamento.

Uno dei bisogni più importanti (da parte dei bambini) è l’ottenere sufficiente attenzione da parte degli altri. La soddisfazione di questo bisogno si ottiene seguendo i metodi educativi in modo sistematico, arrivando a sviluppare un chiaro futuro per i bambini.

Per il raggiungimento di questo obiettivo il Centro pensa che bisognerebbe creare un metodologia scientifica che consenta di far lavorare insieme bambini ed adulti. Questa convinzione si riflette in tutte le attività dell’Associazione susseguitesi nel corso degli anni.

I risultati ottenuti in questi anni hanno rafforzato la convinzione dei collaboratori del Centro sull’importanza di ampliare le attività e di allargare il numero dei beneficiari dei servizi.

Queste attività mirano a ridurre lo stress psicologico nei bambini e negli adulti e a potenziare lo sviluppo cognitivo e psicologico.

Le attività gestite dall’Associazione per ottenere ciò sono:

1)Campi estivi a Jabalia – Palestina

Coinvolgere i bambini in attività educative, culturali e di svago in modo da aumentare la consapevolezza sui propri diritti ( Convenzione Internazionale per i Diritti del Fanciullo del 1988) e loro applicazione nella vita quotidiana. Lo stesso tema è stato trattato anche in altri modi diversi e molto efficaci. Ad esempio:

A.1. Il diritto del bambino all’istruzione

Se consideriamo il punto di vista legale i bambini hanno il diritto di frequentare la scuola. Secondo l’Associazione ogni bambino ha il diritto di ricevere un’educazione uguale, senza discriminazioni di genere o livello sociale. Questo ci aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi educativi.

Alcune delle attività quotidiane che sono apparentemente in contraddizione con i nostri scopi sopraindicati, saranno evidenziate e discusse con i bambini, in modo che loro stessi possano rendersi conto di quanto queste pratiche contradditorie siano presenti nella loro vita di tutti i giorni. Le pratiche inappropriate evidenziate risultano essere:

§                     Provvedere alle necessità materiali relative all’educazione più a favore dei maschi che delle femmine

§                     Trattamento inadeguato da parte degli insegnanti verso bambini con problemi di apprendimento

§                     Atteggiamento di eccessiva protezione degli insegnanti verso i bambini di classi sociali elevate

§                     L’abbandono della scuola da parte delle bambine specialmente nella scuola preparatoria (scuola media inferiore)

Sulla base delle risposte dei ragazzi, il Centro è giunto alla conclusione che queste pratiche sono parte della loro esperienza quotidiana. Per poter insegnare ai bambini modi alternativi nell’affrontare queste pratiche contradditorie, sono state fornite loro le informazioni necessarie a sviluppare un proprio modo di pensare e risolvere questi problemi. Il Centro cerca di educare i bambini nel capire che differenti modi nell’affrontare queste pratiche contradditorie sono accettabili solo se rifiutano l’uso delle diverse forme di violenza, non solo quella fisica ma anche quella mentale.

B. Coinvolgere le madri nelle attività dei figli al fine di:

B.1. Dar loro un’occasione per imparare diverse attività da praticare con i propri figli a casa, in modo da intensificare un’effettiva ‘comunicatività’ con questi ultimi.

B.2. Dar enfasi agli stati emotivi delle madri palestinesi e al loro desiderio di apprendere, così da accrescere la loro capacità di assistere i propri figli. Consideriamo questi sentimenti come una partecipazione civile, la logica risposta alla propaganda israeliana, secondo la quale le madri non si preoccupano abbastanza per i propri figli. Questa bassa emotivita’ porterebbe le madri a lasciare che i loro figli vadano a morire o si suicidino.

C. Coinvolgere gruppi di adulti, madri, padri, studenti delle scuole secondarie, universitari, in attività educative, culturali e ricreative, in modo da diminuire lo stress psicologico: ciò si rifletterà positivamente sulle loro relazioni con i bambini.

D. Coinvolgere volontari internazionali e locali nelle attività con i bambini e con gli adulti, in modo da:

D.1. Trasmettere a bambini e adulti un senso di auto-stima e di valore, dal momento che questi volontari sono venuti da lontano per condividere la loro vita, ciò contribuisce a ridurre il loro stress psicologico.

D.2. Far sentire ad adulti e bambini che non sono soli a fronteggiare l’occupazione : anche questo sentimento diminuirà lo stress psicologico.

D.3. Scambiare esperienze e culture tra i volontari locali, i bambini, gli adulti da una parte e i volontari internazionali dall’altra.

D.4. Dare l’opportunità ai partecipanti palestinesi ai campi estivi di raccontare ai volontari internazionali la loro vita, mostrando le difficoltà e le sofferenze quotidiane dovute all’occupazione israeliana, perché i volontari denuncino nei loro paesi d’origine la realtà dei fatti che è in contrasto con la propaganda di Israele che mostra sé stessa come la vittima di questa lotta.

D.5. Contribuire a limitare la distanza creata dalla propaganda israeliana tra la cultura araba e quella occidentale.

La filosofia adottata dall’Associazione nel modo di gestire le attività dei campi estivi si basa sulla convinzione che la maggioranza dei palestinesi è soggetta alle diverse forme di aggressione da parte di Israele senza alcuna possibilità di reazioni, in quanto non appartenenti a nessuna organizzazione politica.

Inoltre, i Palestinesi credono che non ci sia nessuno al mondo vicino a loro, che li sostiene nel fermare questa aggressione. Così come credono che Israele sia riuscita a mostrarsi come la vittima e a far credere che lotti per difendere se stessa dal popolo palestinese. Questi convincimenti hanno aumentato il livello di sofferenza del popolo palestinese.

L’idea di gestire nei campi estivi delle speciali attività "aperte" alla popolazione palestinese riguardanti la possibilità di sviluppare altre forme di lotta, porterà a livelli di scontro differenti che tutti i palestinesi al di fuori delle organizzazioni dei partiti potrebbero contribuire a ricercare.

Questi aspetti sono di vitale importanza per il sostegno e lo sviluppo della comunità.

Il Centro è assolutamente convinto che se la comunità fosse stata meglio sostenuta e sviluppata da uno stato migliore, ciò avrebbe aiutato l’attivazione di azioni civili che avrebbero contributo alla resistenza contro l’occupazione e al raggiungimento di un migliore sviluppo per le nostre speranze di comunità civile e democratica.

Il Centro e pur tuttavia cosciente che non si tratta di una cosa semplice, considerando che nella società palestinese esistono gruppi organizzati molto forti e la maggior parte di essi è per una resistenza armata, mentre non c’è un programma di sviluppo sociale. E’ facile riuscire a convincere il palestinese della strada ad aderire a questa idea, specialmente in palese assenza di altre opzioni di resistenza civile e di sviluppo della comunità palestinese stessa, che non si sono potuti presentare.

 

2) Attività di assistenza e supporto alle famiglie

Queste attività mirano a rafforzare la situazione economica della famiglia e alleggerirne le difficoltà con modalità che aumentino il livello di consapevolezza rispetto ai problemi dei bambini e ai mezzi per rispondervi, limitando così la distanza tra adulti e bambini. Di seguito alcune delle attività proposte

Attività di assistenza:

Viene decisa congiuntamente tra la famiglia e l’Associazione in modo da stabilire e far fronte ai bisogni primari. L’esempio seguente illustra le modalità usate per raggiungere questo obiettivo:

§                     coprire le necessità della famiglia e dei bambini, in modo che ciò permetta un normale sviluppo della personalità e aumenti la capacità di interazione reciproca. Il bambino del nostro esempio, chiamato XXX, e iscritto al REC, vive in una famiglia di 12 membri, bisognosa delle cose più necessarie. La madre era quasi sempre occupata nelle faccende domestiche e non aveva tempo di aiutare il figlio che aveva molti problemi, inclusa l’incapacità di memorizzare ciò che imparava. Quando la famiglia fu visitata da alcuni operatori del Centro per definire i bisogni prioritari rispetto ai problemi del bambino, la madre si rese conto, attraverso il colloquio e la discussione, della tensione e del nervosismo che l’assalivano quando il bambino non rispondeva al suo modo di insegnare perché il bambino dimenticava molto rapidamente le

nozioni difficili. La tensione costante della madre era dovuta alla stanchezza per tutto il lavoro domestico, specialmente per il bucato che doveva fare a mano. Iniziando a parlare con lei circa i possibili modi per risolvere il problema del suo nervosismo e quello di memoria del figlio, definimmo queste priorità:

- l’acquisto di una lavatrice per la famiglia

§                     l’acquisto di giocattoli educativi e ricreativi per il figlio

§                     corso di quattro giorni (presso il REC) che avrebbero dovuto seguire la sorella diciottenne e la madre, per imparare ad usare i giochi adatti a sviluppare la memoria del bambino per poterlo seguire anche in ambito famigliare

§                     l’acquisto di un registratore e di cassette musicali per aiutare il bambino a concentrarsi e a ricordare

§                     l’importanza della continua collaborazione tra la famiglia e il REC.

Attraverso questo tipo di assistenza la famiglia ha imparato a individuare le sue priorità e a confrontarle con quelle del bambino.

 

3) Programma di Educazione Terapeutica

L’insuccesso nell’apprendimento della lingua araba e della matematica nelle classi precedenti è un ostacolo al miglioramento del livello scolastico dei bambini. Il REC è convinto che lo studio di queste materie sia importante nella costruzione della personalità e della mente del bambino palestinese sin dalla prima infanzia e che rappresenti un fattore critico per il suo futuro. Ciò risulta chiaro se teniamo in considerazione che il sistema scolastico e amministrativo non contribuisce effettivamente a questo obiettivo e non contribuisce neppure ad aiutare tutti i bambini a causa dei loro livelli differenti. Non esaminiamo qui le ragioni di questa situazione, tuttavia crediamo che con i programmi di studio disponibili si potrebbe formare un infanzia palestinese con una personalità maggiormente aperta. Questa possibilità è strettamente connessa al buon uso dei programmi di insegnamento, ad esempio: insegnare con i metodi didattici e educativi usati nelle scuole palestinesi porta i bambini a ricordare quanto appreso solo fino al termine dell’anno scolastico. Queste metodologie non aiutano i bambini a sviluppare capacità relative al processo di educazione e apprendimento che implica comprensione, analisi e valutazione delle nozioni apprese. Lo sviluppo di tali capacità è strettamente legato all’abilità dell’essere umano, al pensiero democratico e all’uso della logica e della soggettività. Tutte queste capacità possono essere considerate basilari per la valutazione dell’apprendimento dei bambini.

Il REC presta perciò una grande attenzione alla costruzione di queste capacità attraverso l’attuale programma di studi nelle nostre scuole, apportando alcune modifiche nei metodi, nelle attività didattiche, nei sistemi di valutazione e aggiungendo qualche altra materia. Ad esempio per arrivare ad una diagnosi dei punti deboli nelle capacità di apprendimento dei bambini, il REC ha sviluppato dei test diagnostici per mezzo dei quali i punti deboli possono essere individuati e quantificati.

La nostra esperienza in questo campo ci dice che i bambini hanno delle nozioni, tuttavia non sanno rispondere alle domande perché queste sono formulate in un modo troppo difficile. Se la stessa domanda è fatta in modo diverso il bambino sarà in grado di rispondere al livello che corrisponde alla sua informazione. Conseguentemente questo tipo di indagine fornisce una diagnosi supplementare del livello di elaborazione mentale del bambino fornendo informazioni e conoscenze dello stato di elaborazione del suo pensiero di base.

Questo metodo di diagnosi ha influenzato le attività didattiche del Centro.

Molti di questi metodi sono stati applicati, il che ha contribuito a insegnare ai bambini le conoscenze adatte al loro livello di pensiero. Inoltre si sviluppa un più elevato livello di pensiero con l’utilizzo di strumenti di valutazione (domande – esami). I metodi di valutazione hanno lo scopo di capire pensieri che contengano conoscenza, non solo appurare se la conoscenza è presente. Questi metodi di insegnamento e valutazione fanno sentire ai bambini con differenti livelli che sono in grado di apprendere e questo sentimento aumenta la loro auto-stima e la possibilità di costruire una personalità normale.

 

La metodologia del Centro e il suo ruolo nel prossimo futuro "dopo la fine dell’occupazione della Striscia di Gaza"

1. La metodologia usata nel Centro

Ogni persona in ogni luogo ha nella sua natura umana capacità positive e cerca di amare, di donare e vivere in pace; L’ambiente, con tutti i suoi elementi è responsabile di questo sviluppo.

Se l’ambiente sviluppa una personalità opposta, il metodo di intervento per aiutare questa persona dovrà essere basato sulle sue capacità positive.

2. Il ruolo del Centro nel prossimo futuro

Quanto citato sopra sui metodi di lavoro con i gruppi , rafforza l’importanza di sviluppare le attività del Centro e ampliare il numero dei beneficiari, specialmente dopo la fine dell’occupazione della Striscia di Gaza. Avremo ancora più bisogno di queste attività perché nei giorni a venire potrebbe esserci una scontro tra le conseguenze negative dell’occupazione e altri gruppi politici di tendenza islamica. Il REC rispetta tutte le opinioni politiche della comunità palestinese perché il pluralismo politico è salutare e democratico. Speriamo che la vita politica sarà civile e userà strumenti democratici. Se così sarà, il REC avrà una grande influenza sugli individui considerando che le attività dell’Associazione sono coerenti con la vita quotidiana delle persone e con il loro desiderio di vivere in pace. Basandosi sulla sua metodologia di lavoro, il REC ha fortemente creduto alla possibilità di aprire una nuova scuola per bambini, con un progetto nuovo, con lo scopo di insegnare ai bambini una partecipazione positiva nella comunità locale e internazionale. Il REC si augura che questa scuola possa rappresentare un esempio positivo per altre scuole, enfatizzando la cultura della tolleranza, uguaglianza e amore, anziché discriminazione, vendetta, e violenza che sono state causa della sofferenza del popolo palestinese dovute alle difficili circostanze in cui ha vissuto.

Il REC ha una grande speranza di raggiungere questo obiettivo attraverso le attività di collaborazione con le istituzioni locali e internazionali che lavorano nello stesso campo. I successi ottenuti negli anni precedenti sono la base di questa speranza. Di seguito, alcuni esempi degli obiettivi raggiunti dall’Associazione:

1.                              Integrazione nella stessa classe di maschi e femmine nella scuola media. Le classi miste, prima, non erano accettate. Questo tipo di integrazione è presente solo nel REC.

2.                              Modificazione positiva della visione dei bambini e delle loro famiglie nei confronti della comunità esterna

3.                              Insegnanti donne hanno iniziato ad accettare l’idea di andare all’estero e trarre profitto dall’esperienza di altre persone per poterla poi usare a favore del bambini palestinesi

4.                              Le famiglie hanno iniziato ad accettare l’idea di mandare i loro bambini all’estero, maschi e femmine, per dar loro modo di incontrare altri bambini e stabilire rapporti di amicizia.

5.                              Il Ministero dell’Educazione si è maggiormente convinto che il Centro dovrebbe poter portare i suoi metodi educativi nelle scuole governative, in modo che queste attività diventino parte del programma scolastico.

6.                              L’accettazione delle attività del Centro da parte della comunità, specialmente delle attività extra-scolastiche negli ospedali dei bambini, negli asili e nelle associazioni della "clown therapy", musica, disegno, canto ecc.

7.                              Aumento del numero di associazioni e università che collaborano con il Centro.

Jabalia-Gaza, settembre 2005

 

 

Created by federico
Last modified 2006-04-05 15:43
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