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Associazione Fabio Sormanni

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Progetto Casa Nido Milano

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Lettera di Don Colmegna Presidente della Casa della Carità di Milano all'Associazione Fabio Sormanni per l'avvio di una Casa Nido

Milano, 11 febbraio 2005

Alla c.a Associazione Fabio Sormanni

L’intervento che presentiamo verrà realizzato presso la Casa della Carità in via Brambilla 8, dove è stata inaugurata il 24 novembre una casa di ospitalità che opera anche sul territorio attraverso un’unità mobile che si muove nel quartiere e nelle aree dismesse per incontrare persone che vivono ai margini e in condizioni drammatiche. L’operatività specifica si colloca dentro il più ampio progetto “La Casa-Nido”.
Nell’attività sul territorio spesso gli operatori incontrano donne con bambini che vivono in situazioni “impossibili”.
A queste persone i responsabili delle unità propongono, dove esistono le condizioni, una ospitalità temporanea presso la nostra struttura dove sono disponibili tre appartamenti per l’accoglienza di mamma-bambini.
Inoltre, alcune segnalazioni possono venire dalle Parrocchie, da altre realtà che operano sul campo o da servizi sociali.
La Fondazione Casa della Carità usufruisce della collaborazione di operatori specialisti e volontari che promuovono un progetto di accoglienza e di cura anche a livello sanitario e per i bambini un percorso educativo in collaborazione con le strutture scolastiche ed educative della zona.
La permanenza presso la Casa è temporanea, limitata nel tempo necessario per uscire dalla fase di emergenza.
Presso la Casa operano, a titolo volontario, professionisti, medici, pediatri, assistenti sociali, avvocati, educatori.
Attualmente si stanno ospitando tre mamme che hanno complessivamente quattro minori, di età prescolare.
Stiamo incontrando altre situazioni che richiederanno un’attenzione anche di emergenza. Pensiamo, ad esempio, alle situazioni di famiglie con bambini che vivono in roulotte. Con loro stiamo predisponendo un piano di assistenza che punti ad avere un’effettiva attenzione ai minori.

Il gruppo di lavoro ha un legame stretto con il Tribunale dei Minorenni per situazioni che prevedano una necessaria integrazione istituzionale e condivisione progettuale.

Presso la struttura funziona un guardaroba, un servizio docce, una mensa che sono una risorsa anche per chi non dimora presso la Casa, ma che incontra, per alcuni momenti, i servizi e le relazioni proposte dagli interventi svolti. Per questo intervento è presente un’équipe composta da una coordinatrice, un’educatrice, una psicologa e alcuni volontari adeguatamente formati che si occuperanno stabilmente dei minori accolti presso la Casa e incontrati dalle nostre unità mobili.
Il contributo dalla vostra associazione permetterà l’avvio di questo progetto e auspichiamo possa essere una collaborazione proficua.

Nostro compito sarà il documentare l’attività con le modalità che verranno con voi concordate.
Restaimo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordialmente

Il Presidente

Don Virginio Colmegna


Coordinate Bancarie:

Unicredit Banca
Ag. 200 Milano
C/C 40096030
ABI: 2008
CAB: 1600
CIN: V




CASA DELLA CARITA’
PROGETTO “LA CASA NIDO”


PREMESSA
La famiglia è un capitale sociale primario, sul quale la comunità deve investire idee e risorse come è emerso, in modo ampio e significativo, dall’VIII Rapporto sulla condizione della famiglia, che il CISF ha presentato nel 2001 introducendo, con questa terminologia , un approccio positivo della società italiana verso il ruolo della famiglia, considerata come ambito di valori e capace di promuovere comportamenti solidaristici e d’interesse per il bene comune.
La famiglia, se intesa come sistema relazionale aperto, con funzioni di protezione, di cura e di sviluppo dei suoi membri, necessita di interventi di tutela e di promozione: la famiglia, infatti, non è una “somma di individui”, ma un nucleo al quale vanno forniti i mezzi per la crescita e la sua realizzazione, perché riesca a dare risposte ai bisogni e alla aspettative dei suoi componenti.
Fra gli interventi tesi a valorizzare il ruolo della famiglia, accanto alla risorse di natura economica, hanno un rilievo particolare le strutture e le associazioni presenti sul territorio che operano nel senso di sostenere la responsabilità genitoriale. In primo luogo, quindi, bisogna prevedere interventi preventivi di carattere economico, culturale, promozionale atti ad evitare l’insorgere di situazioni di disagio e a sostenere la famiglia nel suo normale contesto di vita.
In quest’ottica preventiva appare assume un ruolo particolarmente rilevante la dimensione dell’associarsi, del potersi parlare e confrontare sui problemi e sulle crisi legate alla fase evolutiva:infatti le famiglie più in difficoltà sono le famiglie isolate.
Diventa quindi di primaria importanza creare punti di riferimento dove le famiglie possano trovarsi, esprimersi sulle loro difficoltà e, nel contempo, essere accolte, ospitate nella fase di emergenza. La Casa della Carità può diventare il luogo dove questa esperienza si rende possibile, attraverso l’ospitalità e l’accoglienza: qui si potrà costruire o ricostruire la propria identità , imparare a stare con glia altri nel rispetto delle regole comuni, delle abitudini quotidiane.
La Casa della Carità si propone come luogo accogliente, dove l’adulto possa a sua volta accogliere e rispondere ai bisogni di cura di chi è a lui è affidato; come ambito per promuovere e facilitare quella dimensione di relazionalità matura e responsabile, che attiene il rapporto adulto-bambino.
La Casa della Carità diventerà un luogo dove collocarsi come soggetto attivo per recuperare capacità e ridefinire un progetto di vita familiare.


DESTINATARI
Nella Casa trovano spazio 3 appartamenti che, per le caratteristiche e le finalità della struttura, saranno aperti a famiglie e a nuclei mono-parentali.
La durata dell’accoglienza sarà definita dal tempo necessario per realizzare il progetto individuale, finalizzato al recupero dell’autonomia, ma non superiore a 10 mesi.
Dalle richieste avanzate dai servizi pubblici e/o privati (Centri di Ascolto delle Parrocchie, semplici cittadini, ecc…) si è evidenziato che la fascia di bisogno riguarda prevalentemente donne con bambini.
L’offerta abitativa si rivolgerà a nuclei familiari che attraversano una fase di crisi, per l’insorgere o l’acutizzarsi di problematiche di tipo economico, aggravate dall’assenza di significative figure parentali o amicali, che garantiscano un aiuto concreto e costante nella gestione quotidiana dei figli piccoli.
Particolare attenzione sarà rivolta a:
· Donne separate, senza lavoro o in condizione lavorativa precaria, in difficoltà economiche che comportino il rischio di scivolare nell’area della marginalità;
· Madri con bambini che, da una condizione di minima autosufficienza economica, scivolano in uno stato d’indigenza per la perdita di risorse economiche garantite dalla pensione di un familiare che viene a mancare;
· Madri che si trovano in una situazione critica per il rischio della perdita del posto di lavoro, per la precarietà lavorativa, e/o per bassi profili professionali che le collochino in una situazione di marginalità lavorativa;
· Nuclei mono-parentali che presentino una precarietà economica o abitativa;
· Madri con procedimenti penali in stato di detenzione con figli minori.

OBIETTIVI
La Casa della Carità vuole offrire a queste persone, che hanno un passato di precarietà, di isolamento, di solitudine un luogo dove collocarsi in modo stabile per il tempo necessario a recuperare una condizione di autonomia personale, sociale ed economica.
L’accoglienza offerta è finalizzata a permettere alla madre di gestire, in una situazione protetta, la relazione con il proprio figlio, a facilitare l’acquisizione di autonomia con un aiuto valido, a reperire un inserimento nel mondo del lavoro, condizione indispensabile per la riorganizzazione del nucleo familiare ed il successivo reinserimento sociale.
Riassumendo, le finalità sono:
· Acquisizione di autonomia personale;
· Consolidamento delle relazioni familiari;
· Inserimento nel mondo del lavoro;
· Integrazione nel contesto sociale;
· Riorganizzazione del nucleo familiare.


METODOLOGIA
Ammissione
Tutte le richieste di ospitalità, provenienti da istituzioni del volontariato o dal singolo, verranno accolte ed attentamente esaminate per una prima analisi della compatibilità con gli scopi della Casa.
Progetto individualizzato
Le informazioni e gli elementi raccolti negli incontri preliminari porteranno ad elaborare un progetto individuale condiviso che definisca l’obiettivo finale, con le relative tappe intermedie ed i tempi dell’accoglienza.
Dopo una fase iniziale di permanenza nella Casa, indicativamente di 3 mesi, il progetto individuale verrà discusso e puntualizzato nei suoi obiettivi, alla luce di una maggiore conoscenza della persona e di ulteriori elementi emersi nel corso dell’accoglienza.
Il progetto individuale prevede:
· Obiettivi e durata dell’accoglienza;
· obiettivi intermedi e verifiche in itinere;
· aree di supporto alla persona: percorso lavorativo o formativo, raccordo con agenzie per il lavoro, accompagnamento all’utilizzo dei servizi, aiuto a ricostruire una rete di relazioni sociali/familiari;
· interventi di sostegno per il minore (scuola, raccordo con le risorse del territorio).


Dimissioni
Conseguiti gli obiettivi previsti dal progetto, la persona ospitata verrà affiancata nella fase di reinserimento nel suo contesto di vita, favorendo un collegamento con le reti di supporto presenti nella sua realtà territoriale.
Organizzazione della vita interna alla Casa
Ogni madre si occuperà della gestione e della cura del proprio bambino, provvederà alla pulizia dello spazio abitativo a sua disposizione, collaborerà alla cura degli spazi comuni.
Le persone ospitate si relazioneranno in un’ottica di aiuto e di sostegno reciproco, in particolare per quanto attiene la cura e la gestione dei bambini, che frequenteranno le strutture scolastiche ed educative, presenti in zona, durante la loro permanenza nella Casa.
La conduzione dell’appartamento sarà affidata alla persona ospitata che troverà un riferimento costante nella figura dell’educatore e del Direttore della Casa. Gli/le Ospiti s’impegneranno a rispettare un regolamento che definisce le regole di comportamento, l’utilizzo e la cura degli ambienti e degli oggetti messi a disposizione.
(I nuclei familiari avranno un’autonomia economica, grazie ad un budget che verrà stabilito in base alla tipologia ed alle esigenze del nucleo).
Il personale educativo che opera nella Casa avrà il compito di affiancare gli Ospiti promuovendo un processo di autonomia, attraverso un costante lavoro di riflessione, di ridiscussione dei problemi e delle difficoltà incontrate durante il loro percorso.


La Casa e l’apertura al quartiere
La presenza di nuclei familiari che utilizzeranno le strutture educative e sociali del quartiere può favorire un processo di osmosi fra la Casa ed il quartiere.
L’équipe educativa, dopo una mappatura delle agenzie scolastiche, sanitarie, sociali, di aggregazione del quartiere, promuoverà incontri per favorire la conoscenza degli obiettivi e delle modalità d’intervento della Casa della Carità, creando un rapporto sinergico con le strutture di supporto territoriali.
Nell’ambito dei progetti predisposti per i singoli nuclei, si provvederà a creare un raccordo con le strutture presenti sul territorio in funzione del nucleo ospitato: i minori accolti con le loro madri frequenteranno le strutture scolastiche e ricreative, al fine di stabilire interazioni sociali allargate e positive con i coetanei e gli adulti del quartiere per sperimentare una dimensione di “normalità”.
Personale
· Psicologo: supervisione alla fasi di filtro della domanda, definizione di un progetto realistico e supporto per la realizzazione degli obiettivi (10 ore settimanali);
· Educatore: compito di affiancare l’Ospite nella ricostruzione della rete di supporto al progetto individuale (40 ore mensili);
· Operatore di comunità: sostegno logistico alla coppia madre-bambino nella quotidianità (40 ore mensili).
Al Personale specifico del progetto si affiancherà l’organizzazione logistica della struttura di Via Brambilla, che garantirà l’utilizzo del refettorio, l’uso del guardaroba e della lavanderia, il servizio di Pulizie generali, l’ambulatorio medico.
Il sostegno economico ai progetti personalizzati potrebbe essere garantito dall’assegnazione di ticket solidali, finalizzati all’acquisto di prodotti necessari alla vita del nucleo familiare nelle fasi di assenza di reddito da parte degli adulti.

Created by bonzil
Last modified 2005-08-04 18:52
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