Lettera aperta: “ Una riflessione condivisa su legalità e città”
Lettera aperta
" Una riflessione condivisa su legalità e città"
Non ti sorprendere: ti pregherei di leggere questa lettera fino alla fine. Le persone e le organizzazioni che la sottoscrivono hanno scelto da diversi anni di vivere esperienze di solidarietà verso chi ha bisogno urgente di sostegno e desidera sempre di più una città bella, serena e sicura.
Nei palazzi dei quartieri a edilizia economico-popolare vi è, a volte, una situazione di abbandono, degrado e occupazioni abusive. Siamo consapevoli che la gente, soprattutto in certe zone di periferia, spesso vive in un clima di paura, dove si ha timore a uscire di casa, a mandare i propri figli a scuola o a giocare nei parchi, perfino ad aprire la porta di casa. Questo perché troppo spesso si tollerano situazioni di illegalità e gli interventi delle forze dell’ordine, da sole, non riescono a fronteggiare le emergenze. Allora è assolutamente comprensibile che chi vive onestamente in questi quartieri si faccia portavoce di una forte protesta: la paura può diventare rabbia perché ci si sente quasi impotenti e rassegnati e non ci si fida più di nessuno.
Vogliamo allora
un modo reale e concreto di darci sicurezza?E’ possibile vivere meglio? Vivere tutti più sicuri?
Queste sono le domande che ci spingono a interrogarci e a scriverti questa lettera.
Non possiamo fidarci solo di promesse, vogliamo piccoli passi concreti, vorremmo guardare in faccia chi si interessa del nostro vivere e del nostro abitare, senza secondi fini. Noi pensiamo che solo promuovendo competente solidarietà si faccia crescere sicurezza, purché questa solidarietà non sia episodica, ma permetta di uscire dall’emergenza e di affrontarla con il coraggio e la determinazione del cambiamento. Ecco perchè ti scriviamo: possiamo cominciare a fidarci e a condividere paure e speranze. Crediamo che vada promossa la solidarietà del vivere quotidiano con gente motivata, dedicata, professionalmente capace. Pensiamo ai tanti servizi di prossimità che stanno in piedi se diventano continuativi, coordinati da persone piene di passione e gratuità. Vorremmo che le istituzioni promuovessero la crescita della solidarietà organizzata. Si ha bisogno che la fiducia negli altri cresca. Per questo non si può contrapporre la solidarietà all’esigenza di sicurezza.
Vorremmo, inoltre, che si accelerassero proposte per affermare la legalità riducendo l’abusivismo (e le case sfitte), che si promuovesse una politica della casa in affitto giusta ed equa. Va rifiutato il pregiudizio strumentale che accusa chi si occupa di solidarietà di tollerare l’abusivismo e l’illegalità. La solidarietà vissuta cresce, sostenuta da una profonda aspirazione a giustizia e partecipazione. La solidarietà si misura sul campo della concretezza e non a parole.
Ma non possiamo trascurare la sfida che viene dalle emergenze delle tante zone abbandonate e degradate, le cosiddette favelas. Nessuno le vuole, ma non si sa nemmeno come impedirle. Sgomberi si succedono a sgomberi, ma poi, questi luoghi privi di dignità, tornano a popolarsi.
Anche qui la solidarietà piena di giustizia può mettersi in moto e proporre soluzioni coordinate: ad esempio, un abitare solidale fondato su patti di legalità, che permetta di uscire dall’emergenza e restituire dignità a chi ha diritto di rimanere. E’ possibile?
Noi stiamo proponendo una sperimentazione di nuove modalità di abitare attraverso la costruzione di villaggi solidali diffusi sul territorio metropolitano; stiamo preparando una cura particolare nella gestione delle responsabilità, che prevede il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, senza inutili polemiche e strumentalizzazioni, ma con il coraggio della solidarietà.
Tra chi scrive c’è qualcuno che sta vivendo una forte esperienza di ospitalità vissuta con un gruppo di famiglie sgomberate da un campo abusivo, persone che hanno diritto a rimanere nel nostro Paese. In questa esperienza di ospitalità è cresciuta una giusta solidarietà, i minori vanno a scuola, i genitori lavorano, la comunità del territorio non ha più paura dell’estraneo, ma apprezza la loro presenza. Si tocca con mano la crescita di tutti e l'abbattimento dei pregiudizi, soprattutto guardando i bambini giocare nelle feste con i loro compagni italiani; nello sguardo gioioso e sincero non esistono le differenze delle difese adulte. Certo ci vuole molto impegno, ma stando con loro per condividere umanità ci si regala una cultura e un modo di vivere pacifico e bello.
Insomma, si deve far prevalere sempre il positivo sul negativo e sul degrado, l’essere costruttivi sull’essere distruttivi. Si deve, e si può, trasformare l’emergenza in risorsa. Questa è la condizione indispensabile per far sì che abbia il giusto effetto anche l’intervento doveroso e richiesto delle forze che hanno il compito di contrastare l’illegalità e i reati. Per tutelare la legalità del vivere quotidiano non abbiamo bisogno di aumentare i nemici, ma di potenziare gli amici, diventando un po’ tutti protagonisti solidali nel richiedere, con esigenza, sicurezza e giustizia.
Noi vorremmo vedere sorgere un piano strategico metropolitano che permetta di non avere più zone degradate e che veda sorgere un abitare solidale e dignitoso, promosso e condiviso con competenza e presenza di realtà sociali che vogliono condividere la giusta esigenza di una città sicura e serena.
Noi ci stiamo impegnando con passione proprio perché non ci è estranea la tua paura. Possiamo dirti che siamo in prima fila nel denunciare l’illegalità e che vorremmo essere a tua disposizione anche per questo. Vorremmo farlo con disinteresse e per far crescere un’umanità solidale che può dare forza e valore anche alla tua onestà e volontà di vivere meglio.
Se ci vuoi aiutare, facci avere il tuo pensiero. Vorremmo che il nostro slogan "garantisci sicurezza con la solidarietà" possa essere capito e accolto da tanti cittadini di Milano e dell’area metropolitana.
Aderiscono:
Associazione Verso il Villaggio Solidale
Don Virginio Colmegna
Fondazione Casa della Carità, Onorio Rosati Cgil Milano, Fulvio Giacomassi CISL Milano, Roberto Monticelli Uil Milano, Graziella Carneri Cgil Milano, Maria Grazia Guida Fondazione Casa della Carità, Don Massimo Mapelli Fondazione Casa della Carità, Gianni Bottalico ACLI, Palmiro Boni Associazione Volontari Casa della Carità, Silvano Ambrosetti Coop Lombardia, Sergio Silvotti ARCI, Felice Romeo Legacoop, Massimo Minelli Consorzio Farsi Prossimo, Franco De Alessandri Fillea CGIL Regionale, Renato Losio Associazione Sormanni.Rispondi al questionario e invialo a: associazione@fabiosormanni.org